Partire e incontrarti al mare

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Oggi sul nostro blog diamo spazio alla storia di Fabio, un ragazzo che al mare affida i sogni e le speranze di un ritorno (o di un nuovo inizio). Realtà o fantasia? A voi l’ultima parola.

 

Non c’è nessuna ragione – neppure apparente – per aspettare la primavera prima di tornare al mare con te e capire cosa sarà di noi. Cosa restiamo a fare imprigionati fra quattro mura in questa piccola città? Meglio partire, meglio infilarsi in macchina e incontrarti al mare. “Dai, prepara una borsa e andiamo” ti dico. Ed è quasi una supplica: perché lo so che fra noi è finita da un po’, ma il nostro finale merita uno sfondo differente da questi poster adolescenziali appiccicati alle tue pareti. Forse ricordare sarà la cura che metterà insieme i cocci e ci regalerà un nuovo inizio. Ma non ne sono convinto: ricordare è sempre un azzardo, perché non si sa mai quanto acuminati saranno i frammenti di vita che riemergono dal passato. Alcuni ricordi sono chiavi in grado di riaprire porte che si credevano chiuse per sempre, altri sono macigni che sbarrano la via del ritorno e della fuga.

 

Ricordare

Restammo senza un soffio di vento, un movimento
Fermi, come nave dipinta
In un oceano dipinto.

 

Domenica mattina. Una lunga passeggiata in riva al mare, riscaldati dal tepore dei raggi del sole di una mattina invernale che ricorda promesse primaverili. Ci fermiamo. Ci sediamo per terra. Restiamo impigliati nei nostri ricordi, le tue mani fra le mie, fissando un punto lontano, impreciso, perso all’orizzonte. Il Conero, placido e amico, a farci compagnia. Non siamo qui per caso e tu lo sai. A Numana i miei occhi ti hanno visto per la prima volta. Qui abbiamo vissuto la nostra prima notte insieme. Oggi ho scelto per noi la stessa stanza di allora. Volevo chiudere il cerchio e beffarmi del destino. E se fosse solo un bisogno perverso del mio inconscio, questo pretendere a tutti i costi un inizio e una fine, marcati e definiti? Come se ogni periodo della mia vita fosse un romanzo! Da scrivere dalla prima all’ultima riga e da rileggere nei momenti di nostalgia.

 

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Immaginare

Macchine tracciano solchi su strade 

Dove la pioggia 

D’estate non cade 

E io che non riesco 

Nemmeno a parlare con me

 

Domenica Notte. L’autostrada è un nastro nero da percorrere ancora una volta insieme: di casello in casello ci lasciamo tutto alle spalle. Sei confusa mentre immagini la notte oltre il finestrino e cerchi di capire se la nostra decisione è quella giusta. Io penso solo alla tua pelle che, nella mia mente, he sempre lo stesso profumo del mare.


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