• Recanati
È città che vive nel culto di un eccelso poeta come Giacomo Leopardi e nel ricordo, meno remoto e forse più intimamente affettuoso, del tenore Beniamino Gigli. Recanati è talmente ricca di memorie leopardiane che non è davvero il caso di farne oggetto di un tour veloce: si tratta, al contrario, di una città della quale bisogna leggere le atmosfere particolari attraverso una precisa individuazione dei luoghi cantati dal poeta e immergersi in una serena contemplazione. Così, per visitare la città, è consigliabile rileggere prima qualche pagina e qualche lirica di Leopardi. ad esempio "A Silvia", "L'infinito", 'Il passero solitario". Da notare, per inciso, che Recanati ha avuto momenti di storia importanti nell'alto Medioevo e nei secoli successivi. Il Comune sorse nel XII secolo a causa della necessità di difendere gli abitanti dalle scorrerie degli osimani. Federico II conferì alla città il diritto di costruire un porto (l'attuale Porto Recanati). Quindi la città fu attraversata da lotte tra guelfi e ghibellini. Unita la sede episcopale a quella di Loreto, nel 1592, l'importanza del centro scemò rapidamente. |

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• Loreto
Vorremmo cominciare con un invito a tutti quelli che, pellegrini e turisti, vengono a Loreto per una visita: non correte, perché la nostra cittadina vi mette sul piatto un’ampia scelta di offerte, religiose, artistiche, gastronomiche e di artigianato, tutte di prima qualità E ritagliatevi un spicchio del vostro tempo per godervi, di giorno al tramonto o a notte fonda, il panorama, che si può ammirare da Piazza Papa Giovanni XXIII, dalla balconata di Porta Marina e da altri angoli ancora: il mare, il Conero, le cittadine che fanno da cornice a Loreto, su fino all’azzurro dei Monti Sibillini Sono immagini rare, uniche, fotogrammi che non si cancelleranno più dalla vostra mente Vi presentiamo ora alcuni dei nostri tesori La Basilica, insigne complesso architettonico del Rinascimento, fu costruita a partire dal 1468 con l’apporto dei più famosi architetti dell’epoca: Giovanni Alberti, Marino di Marco Cedrino, Giuliano da Maiano, Baccio Pontelli, Giuliano da Sangallo, Francesco di Giorgio Martini, Bramante, Andrea Sansovino e Antonio da Sangallo il Giovane La facciata fu iniziata nel 1571 da Francesco Boccalini e terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura La cupola, dal diametro di 22 metri, la terza in Italia dopo quella di San Pietro a Roma e di Santa Maria del Fiore a Firenze, fu portata a compimento da Giuliano da Sangallo in soli nove mesi, dal settembre 1499 “alle ore XV del 23 maggio” del 1500, come l’architetto annota nel suo diario Era sabato e “io Giuliano di Francesco di Sangallo fiorentino, con grandissima solennità e devozione e precisione, murai l’ultima pietra” Il campanile, alto mt 75, 60, è opera di Luigi Vanvitelli, innalzato tra il 1750 e il 1755 La statua di Sisto V sul sagrato della basilica, è opera di Antonio Calcagni Le porte di bronzo furono progettate per il Giubileo del 1600 rappresentano scene del Vecchio Testamento e sono opera di: la porta centrale di Antonio di Girolamo Lombardo la porta destra di Antonio Calcagni la porta sinistra di Tiburzio Vergelli Il Palazzo Apostolico, che chiude la piazza su due lati, fu costruito a partire dal 1497 con l’intervento di vari architetti Entriamo nel Santuario: Il rivestimento marmoreo della Santa Casa costituisce senza dubbio l’elemento più spettacolare del santuario Il Bramante aveva concepito questo rivestimento come un baldacchino, sorretto da colonne e arricchito di molti ornamenti questo progetto iniziale fu rivisto da Antonio Pellegrini e nel 1513, affidato da Leone X ad Andrea Sansovino fino alla morte di costui (1526) In seguito fu inviato come sovrintendente Antonio Sangallo, mentre Raniero Nericci ingaggiava una trentina di artisti, tra i quali Raffaello di Montelupo, Nicolò Tribolo e Francesco di Sangallo Ma per completare l’opera ci vollero settant’anni ed altri nomi di artisti si aggiunsero Si tratta di 610 metri quadrati di sculture che qualcuno ha giudicato “l’espressione più complessa della scultura cinquecentesca” e “uno straordinario esempio di lavoro di gruppo” Numerosi sono gli artisti, che con i loro affreschi hanno arricchito il santuario Ci limitiamo a darvi queste brevi indicazioni: nel transetto destro, nella sacrestia di San Giovanni, gli affreschi di Luca Signorelli nella sacrestia di San Marco, sulla destra prima della Santa Casa, le magìe prospettiche e cromatiche di Melozzo da Forlì coi suoi angeli nella Cappella dei Duchi di Urbino, in fondo alla navata destra, gli affreschi di Federico Zuccari il ciclo pittorico della cupola, eseguito tra il 1890 e il 1907, in sostituzione degli affreschi del Pomarancio gravemente deteriorati, è di Cesare Maccari Si tratta di un’opera per la quale si sono spese parole come “monumentalità suprema maestria rara sicurezza di disegno concezione dantesca – forse l’opera d’arte sacra più grandiosa impegnativa di tutta Europa fra Otto e Novecento” Godetevi poi pitture e mosaici delle tante cappelle, in particolare quelle delle nazioni, tutte splendide, e passate poi nella Sala del Tesoro, presso la sacrestia, a estasiarvi nella contemplazione della Vita della Madonna, dei Profeti e delle Sibille, che costituiscono il capolavoro del Pomarancio A questo punto fatevi un giretto per la città, che vi riserva altre sorprese Sulla piazza la Fontana maggiore, di cui abbiamo già parlato poi due passi per Corso Boccalini, l’antica Via “dei Coronari “ per lasciarvi stuzzicare dalla curiosità e dal desiderio di shopping per i mille manufatti dell’artigianato locale Se poi vi prende un languorino allo stomaco, c’è solo l’imbarazzo della scelta: bar, pasticcerie, ristoranti di ogni tipo sono tutti per voi E a voi, pellegrini e turisti sempre di corsa, una proposta: perché non vi fermate in uno dei nostri alberghi? Loreto è ospitale e vi offre la possibilità di organizzare una vostra vacanza, anche prolungata: tutti gli angoli delle Marche, cioè la regione d’Italia col maggior numero di musei, sono comodamente raggiungibili in una sola giornata. Fateci un pensiero: ne resterete incantati Dietro le absidi fortificate della basilica vi è un altro bastione detto di Porta Marina (da una parte il Conero e il mare e dall’altra le absidifortezza della Basilica), aperta al tempo di Clemente VII (1523 1534 ) All’interno del bastione i Giardini della Rimembranza A Porta Marina, approfittate per una sosta distensiva nei giardini, ammirando lo stupendo panorama che da qui si gode Dai giardini si accede alla Scala Santa con le targhe di bronzo di Guarino Roscioli che rappresentano i misteri del Rosario e lì di fianco il Cimitero Polacco, dove hanno trovato sepoltura 1100 soldati di quella nazione, caduti nella seconda guerra mondiale Infine non potete dimenticarvi di visitare il Museo Pinacoteca (28 sale, 2000 mq), che si trova al piano nobile del Palazzo Apostolico, proprio di fronte alla Basilica, e raccoglie un nucleo ingente di opere d’arte: dalle tele di Lorenzo Lotto, alle Ceramiche cinquecentesche, alla collezione di arazzi raffaelleschi, ed altro ancora, fino alle opere di 43 artisti contemporanei.
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• Offagna
Tipico paese della Marca Anconetana, Offagna sorge a 309 metri sul livello del mare tra le città di Ancona e Osimo. A fine Luglio la città organizza le Feste Medievali, una settimana di festeggiamenti con rappresentazioni rigorosamente in costume d'epoca, rivivendo alcune delle tradizioni passate più suggestive (spettacoli, musica, arti e mestieri, menestrelli). Silenzioso, caratteristico, panoramico, il paese è molto antico.
Cenni storici
Offagna faceva parte di un complesso di poderi appartenenti alla famiglia degli Afrani, nobile famiglia di epoca romana. Nel IX secolo fu ceduta in feudo dall'Arcivescovo di Ravenna ai discendenti di una famiglia franco germanica e successivamente, dopo il XII sec., si trovò in un contesto di lotte tra le città di Osimo e Ancona, che si sono guerreggiate per un lungo periodo della loro storia.
Archeologia e monumenti
Tipicamente medievale, conserva intatto il massiccio mastio (torre di comando e di massima vigilanza). Si tratta, senza dubbio, di uno dei migliori esempi di architettura fortificata delle Marche. Eretta dagli Anconetani attorno al 1454, si presenta tutt'ora ancora quasi nelle stesse forme in cui è stata costruita. E' percorsa da un camminamento di ronda che si raccorda con una torre munita di ponte levatoio. Di particolare interesse è una splendida campana in bronzo del 1477 posta sulla torre maggiore.
Musei
Museo delle Armi Antiche La rocca la suo interno ospita interessanti esposizioni di armi antiche e di ceramiche d'arte. Museo Luigi Paolucci E' un museo di storia naturale, che espone una parte delle collezioni del grande naturalista anconetano. Una delle sale mostra il ricco studio del professore; le altre sono dedicate ai 5 ambienti naturali delle Marche: fluviale, costiero, collinare, carsico e montano.
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• Castelfidardo
A due passi dal mare, immersa nel verde di colline rigogliose, Castelfidardo è conosciuta nel mondo oltre che come patria della fisarmonica anche per le attività commerciali che la pongono all'avanguardia in campo tecnologico ed industriale. La città è ricca di testimonianze storiche, ne sono un a tangibile conferma le sue vestigia monumentali ed is uoi palazzi. Teatro della famosa battaglia del 1860 che determinò l'annessione dell'Umbria e delle Marche al Regno di Sardegna prima ed al Regno d'Italia poi. Dal punto di vista ambientale il patrimonio il patrimonio flogistico della Selva rappresenta una ricchezza naturale unica in Europa per le numerose piante vascolari di grande significato biogeografico.
Cenni storici
Il primo documento certo su Castelfidardo risale al 1139, ma la collina su cui sorge era già abitata prima che i romani conquistassero le Marche (III - II sec. a.C.). Dopo le invasioni barbariche ed il dominio dei longobardi, Castelfidardo fu distrutta da re Enzo nel 1240. Con l'avvicendarsi delle signorie ai Comuni, diviene soggetta ai Malatesta di Rimini. Protettorato anconetano fino al 1449 passò sotto il controllo della Chiesa nel 1451. Nel 1558 furono codificati regolamenti e leggi con la pubblicazione degli statuti. Restò sotto il potere della Chiesa fino al 18 settembre 1860.
Musei
Due i musei principali. Quelle della fisarmonica (in pieno centro storico) è dedicato allo strumento musicale che ha avuto nella città di Castelfidardo, per oltre un secolo, il maggiore centro di produzione: la fisarmonica, la cui industria nasce nel 1863 ad opera del concittadino Paolo Soprani. E' ubicato nel piano seminterrato del palazzo comunale, in suggestivi ambienti seicenteschi. La collezione è composta da circa 300 esemplari con pezzi unici provenienti da ventidue paesi diversi ed è affiancata da una tipica bottega artigiana dell'inizio del secolo scorso. Il Museo del Risorgimento (dedicato alla battaglia) è invece ospitato nello storico palazzo Ciriaco Mordini. Accoglie 130 pezzi.
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• Ancona
Città dalla storia millenaria. Crocevia di genti e culture diverse. Splendide le testimonianze del suo antico linguaggio. Chiese, monumenti e palazzi che si affacciano su uno dei più prestigiosi porti naturali dell'Adriatico. Centro commerciale e di servizi. Polo cantieristico, sponda privilegiata per traffici con l'Oriente e con i paesi dell'est. Ma anche porto turistico e suggestiva costa dove il mare disegna le rupi del Passetto ed accarezza la baia di Portonovo.
Cenni storici
Fin dal 1400 a.C. , lungo i costoni dei colli Guasco e Cappuccini si annidano antichi popoli. Nel 387 a.C. arrivarono i Dori siracusani ai quali si deve la fondazione della città. Poi colonia romana, da qui partì Traiano per la guerra contro i Daci. Prima città del Piceno ad abbracciare il cristianesimo, subisce le scorribande dei barbari. Saccheggiata dei Saraceni, assediata da Federico Barbarossa, ha sempre dimostrato spirito indomito. Dal suo porto, nel 1219 parte San Francesco d'Assisi diretto in Oriente. Massimo splendore come Repubblica Marinara. Dal 1532 fa parte dello Stato Pontificio e nel 1860 diventa italiana Medaglie d'oro al valore civile per le ferite subite in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi è una città moderna dal cuore antico che svolge un ruolo importante nell'ambito della collaborazione con Paesi dell'altra sponda dell'Atlantico.
Monumenti
Lazzaretto o Mole Vanvitelliana, Porta Pia, Teatro delle Muse, Chiesa del SS sacramento, Palazzo Benincasa, Loggia dei Mercanti, Chiesa di Santa Maria della Piazza, Arco di Traiano, cattedrale di San Ciriaco, Anfiteatro romano, Palazzo del senato, Palazzo degli Anziani, Chiesa del Gesù, Chiesa di San Francesco alle Scale, Piazza del Plebiscito -detta del Papa, Chiesa di San Domenico, Monumento ai caduti al Passetto.
Musei
Ad Ancona: Museo diocesano - ex episcopio della Cattedrale di San Ciriaco. Al suo interno conserva i tesori della Cattedrale tra cui arazzi rubensiani, il telo di San Ciriaco, il sarcofago di Flavio Gorgonio, parametri sacri, pergamene e medaglie. Museo Archeologico Nazionale delle Marche - Palazzo Ferretti. In evidenza una esaustiva documentazione delle civiltà che sono state presenti sul territorio regionale: Paleolitico, Età del Bronzo, civiltà Picena, Civiltà Gallica, Civiltà etrusca, oltre a vasi attici, reperti romani e Medioevali.
Pinacoteche
Pinacoteca Comunale "Francesco Podesti". Al suo interno opere di Crivelli, Lotto, Tiziano, Pomarancio, Guercino e Francesco Podesti, solo per citarne alcuni. Nella annessa Galleria d'Arte Moderna: Carlo Levi, Aligi Sassu, Orfeo Tamburi, Emilio Tadini, Gio Pomodoro, Arnaldo Pomodoro e Valeriano Trubbiani. |

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